Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo 2023. pagine 446 -- Questo libro tratta di zoonimia popolare e, in particolare, dei nomi di alcuni insetti e altri piccoli animali che la maggior parte dei parlanti considera trascurabili, ma il cui studio ci dà la possibilità di gettare uno sguardo sui modi in cui luomo, nel corso della sua storia, ha classificato e nominato gli altri esseri viventi. La prospettiva con cui si è guardato ai nomi non è quella o non è solo quella delletimologia fonetica, pura e forse inutile esercitazione, se non punta alla ricostruzione della storia culturale di un gruppo di parlanti, ma quella della individuazione della motivazione, o iconimo, che quelle lessicalizzazioni ha reso possibili. Solo per questa via letimologia può diventare storia della cultura. Nellaffrontare la ricerca, si è tentato di rispondere alla domanda se la natura sia classificata e quindi lessicalizzata in modo caotico oppure secondo serie lessicali strutturate che rispondono a principi organizzativi di tipo naturale o culturale. I risultati di questo lavoro, confortati da simili analisi che hanno visto coinvolti molti studiosi in progetti di ricerca di respiro europeo (ALE, ALiR), nel criticare linterpretazione tradizionale di molti zoonimi, ad es. i nomi parentelari, gli antropomorfismi precristiani e cristiani, come scherzosi, ovvero sorti dalla psiche infantile del popolo o dalla fantasia meridionale, hanno permesso di rivalutare il valore sacrale degli animali in momenti passati della nostra evoluzione linguistica e culturale. Coerentemente, infatti, con levoluzione stadiale e col cambiamento ideologico e culturale, col passaggio dal paganesimo al Cristianesimo, troviamo zoonimi di ascendenza pagana e cristiana. Molti animali, inoltre, apparentemente insignificanti, sono al centro di miti, di credenze popolari, di cerimoniali, testimoniati dalle fonti antiche, letterarie o meno, dagli studi etnoantropologici, dalle filastrocche infantili che i bambini di tutto il mondo rivolgevano, ad es., alla coccinella, alla lucciola, alla mantide religiosa, alla chiocciola, al pipistrello I moltissimi nomi che indicano le caratteristiche fisiche degli animali, le attività ritenute pericolose ecc. sono molto probabilmente dovuti alla sostituzione tabuistica, un fenomeno che sottolinea la passata sacralità degli animali e il divieto di pronunciarne il vero nome. Osservando, allora, le coccinelle, ora spose, ora colte nellatto di portare lolio al Signore, o le lucciole, che illuminano la via del pastore celeste, o ancora le mantidi, ora filatrici, ora streghe, ora indovine, «ci troveremo [ ] a chinarci sulla penombra che lumanità ha attraversato guardando attraverso lo schermo opaco della archeologia del significato». INDICE Presentazione (di Rita Caprini) Premessa SEZIONE PRIMA Saggio introduttivo sulle classificazioni popolari e sulle denominazioni degli animali 11. Luomo e la natura 12. La classificazione degli animali 2.1 Le classificazioni pre-scientifiche 2.2 La nomenclatura 13. La classificazione popolare (siciliana) degli invertebrati e dei piccoli animali 14. I nomi della natura tra arbitrarietà e motivazione 15. Meccanismi di denominazione degli animali 5.1 Dalla distinzione parole opache/parole trasparenti alla distinzione parole culturalmente opache/parole culturalmente trasparenti 5.2 Il campo motivazionale (iconimico) 16. Il totemismo 17. Il tabù linguistico 18. Gli etnotesti 19. La periodizzazione delle denominazioni 10. Iconomastica degli invertebrati e dei piccoli animali 10.1 Antropomorfismi 10.1.1 Parentelari 10.1.2 Antropomorfismi precristiani 10.1.3 Antropomorfismi cristiani 10.2 Zoomorfismi 10.3 Etonimi SEZIONE SECONDA Studio di nomi invertebrati e piccoli animali I. Il baco da seta II. La blatta o scarafaggio III. Il bruco IV. Il calabrone V. La chioc