Hypnerotomachia Poliphili Di Francesco Colonna Di Giovanni Mardesteig 1980

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Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna coll. Medioevo e umanesimo a cura di G. Pozzi, L. A.…

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Hypnerotomachia Poliphili Di Francesco Colonna Di Giovanni Mardesteig 1980

Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna coll. Medioevo e umanesimo a cura di G. Pozzi, L. A. Ciapponi ristampa del capolavoro letterario del Colonna nell'edizione aldina del 1499, con il commento di Giovanni Pozzi e Lucia A. Ciapponi. Padova, Ed.Antenore-Stamperia Valdonega di Giovanni Mardesteig 1980, 2 voll. cm.22,5x33, pag. (XV),468, 343, oltre 225 ripr. in b/n pagine ancora da aprire, complessivamente buone ottime condizioni generali minimi segni alle copertine vedesi immagini. Sono trascorsi cinquecento anni da quando il veneziano Aldo Manuzio, primo e inarrivato fra gli editori di letteratura, pubblicò l’Hypnerotomachia Poliphili, e questo abnorme romanzo misteriosofico, ritenuto – grazie anche alle mirabili xilografie che lo illustrano – il più bel libro della storia della stampa, conserva miracolosamente intatto il suo fosco fascino. E non cessa di suscitare stupore, interrogativi e acri polemiche. Risolta la questione del suo autore, che Giovanni Pozzi ha identificato in un Francesco Colonna frate indocile e libertino, resta il mistero del linguaggio, spericolato e intrepido esperimento in cui «l’orditura italiana di un periodare boccaccesco è . saturata dai più affollati e squisiti latinismi di estrazione argentea» (Contini). Un unicum manieristico che per la sua oltranza espressiva può essere paragonato solo all’ultimo Joyce. E resta il mistero di una narrazione che pare sottrarsi a ogni tentativo di classificarla. Polifilo ritrova in sogno l’amata Polia superando una serie di prove iniziatiche: un viaggio dell’anima, intrapreso in lotta con Amore per raggiungere la vera Sapienza, un pellegrinaggio onirico fatto di trabocchetti e prodigi, meraviglie e incubi, rovine classiche e giardini di delizie, fantastiche e iperboliche architetture, inquietanti e fascinose personificazioni allegoriche, ma anche un’eruditissima enciclopedia di miti, iscrizioni, emblemi, dotte ossessioni filologiche, mirabili lapidari, erbari e bestiari.