Piccola biblioteca Oscar Mondadori 2004, bella copia --- Ricordo Valdano attaccante di molto talento nel Real Madrid degli anni Ottanta. Mi dicono sia diventato poi dirigente e allenatore. Lo ritrovo oggi scrittore. E che scrittore! Il sogno di Futbolandia è davvero un gran bel libro, che con acume e precisione e con stile impeccabile ci parla del mondo del calcio e dei suoi storici protagonisti. Una sorta di Vite parallele, che invece degli eroi dell'antichità ha per oggetto i più grandi calciatori degli ultimi cinquant'anni, intorno ai quali Valdano ci racconta gustosissimi aneddoti, che servono per scolpirne, con grande finezza psicologica, il carattere. Per riuscire in questo Valdano dimostra di conoscere non solo il calcio, ma la vita stessa. Uno scrittore spagnolo, parlando di Valdano, lo definisce "Il pallone fattosi verbo", mentre un altro grande della letteratura spagnola contemporanea, Manuel Vazquez Montalban, ne parla come del "Benedetto Croce del calcio universale". A Valdano piace il calcio spettacolare, il calcio che non si concentra sul risultato, ma sul bel gioco. Il calcio che sa farsi epica, poesia, leggenda, non quello che mira esclusivamente al profitto. Insomma Valdano predilige il calcio che piace ai veri sportivi. Partendo da queste premesse, è inevitabile che egli avanzi qualche riserva (e qualche biasimo) per il calcio italiano, rinunciatario, difensivista, ispirato più dalla paura che dall'avventura e dal sogno, anche se non risparmia apprezzamenti per Baggio e Del Piero, per Paolo Maldini e per Scirea, nonché per Arrigo Sacchi, allenatore di quel Milan che giocava "come si gioca in paradiso".