In antropologia, con la parola "cultura" si suole indicare tutto ciò che è modificato, sofisticato o addomesticato in base a concezioni umane, senza quindi distinguere tra ciò che è considerato raffinato e ciò che invece può apparire rozzo. Ne consegue che il rock and roll e Topolino sono tanto culturali quanto Beethoven e Shakespeare. Entro questa prospettiva, non esistono culture superiori o inferiori, ma sorge una domanda: se ogni società plasma la propria cultura, quali possibilità reali vengono allora offerte ai propri membri? La risposta non può essere univoca: in alcune culture le persone dispongono di poche alternative, a cui tutti però hanno libero accesso; in altre invece esiste un'ampia varietà di scelte, senza però che ve ne sia garantito l'accesso a tutti. Quali società sono allora più libere? E cosa intendiamo davvero per libertà? In questo saggio illuminante, Harold Barclay esplora diverse culture - da quelle native alle comunità anarchiche internazionali sorte nella modernità - per interrogarsi sulle disuguaglianze e sulle possibilità reali di autodeterminazione. Servendosi delle idee di Josiah Warren e Pierre-Joseph Proudhon, l'autore prende per mano il lettore e lo invita a riscoprire l'anarchismo come strumento per ripensare la cultura e la libertà. Prefazione di Andrea Zarrilli.
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