Le Canzoni Di Arnaut Daniel. Edizione Critica A Cura Di Maurizio Perugi. Tomo I Prolegomeni. Tomo Ii Perugi Maurizio A Cura Di Filologia

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Le Canzoni Di Arnaut Daniel. Edizione Critica A Cura Di Maurizio Perugi. Tomo I Prolegomeni. Tomo Ii Perugi Maurizio A Cura Di Filologia

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Due volumi in - 8°, pp. XLV, 606, XXXV, 798, brossure editoriali. Esemplare in 1000 esemplari numer…

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Le Canzoni Di Arnaut Daniel. Edizione Critica A Cura Di Maurizio Perugi. Tomo I Prolegomeni. Tomo Ii Perugi Maurizio A Cura Di Filologia

Due volumi in - 8°, pp. XLV, 606, XXXV, 798, brossure editoriali. Esemplare in 1000 esemplari numerati,il nostro è il n. 290. Esemplare in ottime condizioni Arnaut Daniel, italianizzato in Arnaldo Daniello, o Daniele (Ribérac, 1150 circa - 1210 circa), è stato un poeta e trovatore francese di lingua occitana. Fu in rapporti poetici col nobile trovatore Bertran de Born e a lui fu legato da amicizia così profonda che i due giunsero a chiamarsi l'un l'altro col senhal Dezirat. Come Bertran, anche Arnaut ebbe la protezione di Riccardo Cuor di leone. La razo della canzone Anc ieu non l'aic racconta che una volta Riccardo lo avrebbe messo in competizione con un altro poeta di corte per chi fosse riuscito a comporre la canzone più bella nell'arco di tempo di dieci giorni. Arnaut, forse perché incapace di comporre a comando (così ipotizza Ezra Pound), si sarebbe limitato a spiare l'avversario e a impararne di nascosto i versi. Offertosi di recitare per primo, avrebbe eseguito la composizione del rivale che, non avendo altro da presentare, risultò perdente nella sfida. Da un altro testo attribuito a Raimon de Durfort, contemporaneo di Arnaut, sappiamo che il nostro trovatore si ridusse in povertà a causa del gioco dei dadi. Arnaut Daniel è ritenuto l'inventore della sestina lirica, una forma che, secondo Paolo Canettieri, sarebbe legata alla sua attività di giocatore. È noto che Dante Alighieri tenne in grande considerazione i suoi versi, tanto da chiamarlo padre della Lirica, e a lui si ispirò in alcune composizioni e lo citò, fra l'altro, nel Purgatorio. Dante ricorda infatti Arnaut Daniel in un sonetto giovanile in cui appare per la prima volta alle prese con rime rare e difficili e col linguaggio metaforico che poi evolverà nelle Rime petrose, in una di queste (Al poco giorno e al gran cerchio d'ombra) viene ripreso lo schema della sestina arnaldiana di Lo ferm voler qu'el cor m'intra, con sei parole-rima e il raffinato gioco d'intarsi che ne deriva. Nel De vulgari eloquentia sono citate alcune sue liriche. Notissima è la menzione presente nella Divina Commedia: qui Arnaut Daniel è collocato tra i lussuriosi, nel Canto XXVI del Purgatorio, insieme con Guido Guinizzelli che nel poema lo indica a Dante riferendosi a lui come al migliore dei poeti che hanno scritto in volgare.