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Il benessere deve essere osservato e costruito focalizzando l'attenzione sia sui singoli elementi c…
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Rimettere al centro la nostra persona, homo faber, responsabile delle proprie scelte, protagonista …
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- Pagine: 220, Copertina flessibile, Ribalta edizioni
Il benessere deve essere osservato e costruito focalizzando l'attenzione sia sui singoli elementi che lo compongono, sia sul disegno generale che ne risulta. Quel disegno generale ci dice anche chi siamo, oltre che come stiamo, mentre i dettagli nascondono a loro volta tutte le possibilità di bellezza che attendono di essere afferrate. Da questa idea parte Fabrizio Cerusico nel suo strano "oggetto testuale", a metà strada tra il saggio scientifico e - per struttura - il monologo teatrale, "Fammi stare bene". Il benessere come il soggetto di una pièce: la trama o la storia principale è la base su cui si costruisce la sceneggiatura, l'insieme degli eventi, i personaggi e le ambientazioni che verranno messi in scena nella rappresentazione dell'equilibrio di noi stessi. I bisogni da soddisfare per poter dire di stare bene davvero sono diversi tra loro ma disponendoli l'uno accanto all'altro, possono comporre il disegno a cui aspiriamo. Come individuarli con chiarezza? Ogni tessera del collage è unica e personale ma è possibile inquadrare modalità comuni, sistemi e strumenti che tutti possono studiare, approfondire e sperimentare per arrivare al disegno che si cerca. Per trovare qualcuno capace di cambiarci la vita dobbiamo guardare noi stessi allo specchio. Per trovare le energie necessarie a portare avanti quel cambiamento, invece, il nostro sguardo deve cercare la magia che c'è in noi e in ciascuna delle parti che compongono il nostro mondo. Forse la vera convinzione che ci dovrebbe guidare nella ricerca di un benessere in equilibrio è che, da qualche parte dentro di noi, abbiamo la capacità di funzionare a un livello più alto. Una magia che non ha parametri né standard, semplicemente la si riconosce quando ci si imbatte in essa. È qualcosa di intatto, di puro, ma anche un po' ribelle, una specie di anarchia positiva.