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"Quello che soffro è contro la giustizia!". Da venticinque secoli il grido di Prometeo evoca simbol…
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- Pagine: 174, Copertina flessibile, Lindau
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Quello che soffro è contro la giustizia!'. Da venticinque secoli il grido di Prometeo evoca simboli…
"Quello che soffro è contro la giustizia!". Da venticinque secoli il grido di Prometeo evoca simbolicamente lo strazio degli oppressi, di chiunque sia incatenato a un duro destino dal Potere e dalla Forza. Il tempo mitico di tanta pena crudele - trentamila anni - lo rende fraterno all'umanità fin dal suo inizio. Le epoche rivoluzionarie lo esaltarono come emblema della rivendicazione politica e sociale: Enzo Mandruzzato, nel saggio introduttivo, invita ad ascoltarne anche l'energia profetica, la sua sfida come riformatore religioso. Avere «troppo amato gli uomini» è la colpa, il dono della «speranza cieca», che impedisce loro di «vedere» la morte e li salva dalla rinuncia alla vita, è il suo atto di «superbia». Zeus fa incatenare il «ribelle» a una rupe della Scizia, remota da ogni consorzio divino e umano, ma alla fine della trilogia sarà costretto a liberarlo, a riconciliarsi con lui e con gli uomini; e se non giungerà ad amarli, perlomeno li accetterà,...